Genesi

Mi sembra di aver capito che, di Lyza, in generale, si sappia molto meno di quel che si dice.

Male. malissimo. Non è la prima volta che qualcuno scarnifica il mio volto con scalpelli spuntati e, sicuramente, non sarà neanche l’ultima. Però, se la Edison è andata in pensione, dovrò pur dare sfogo e valore all’energia pulita della nuova lampadina finlandese.

Per la felicità dei più feticisti mi metterò a nudo. E siccome sono una bambina fatta all’antica, cercherò di farlo nel modo più lento possibile. Se il programma vi annoia, potrete cambiare canale.

Lyza nasce che ha già tredici anni. Il dove, come, quando, perché vi lascerò liberi di intendere e di volerlo. L’alternativa è la porta.

Non sogna il principe azzurro, non sogna il ballo della spazzola. Il primo bacio l’ha già dato ad un trentenne, e tutto quel fare di denti e lingua risulta pure abbastanza schifoso.

Nella vita di Lyza il sesso non si fa, il sesso si immagina. E si ascolta raccontato da sua cugina G., e da quella zozza dell’amica A..

E si scrive. Il sesso si scrive. In pagine infinite di diario.

Il primo vero uomo di Lyza è l’agente Dale Bartholomew “Coop” Cooper . Un maschio impomatato e freddino. Razionale, per niente romantico e totalmente dedito al suo lavoro. Con il torbido pensiero negli slip di ordinanza, delle donne incellophanate e violacee. Possibilmente reginette del ballo studentesco.

Il secondo vero uomo di Lyza è un tormentato scrittore. In fissa per le minorenni dalle tette grosse e dalla figa facile.  Troppo preso dai suoi fantasmi freschi di stampa per amarla. Troppo preso dalle proprie nevrosi alla Woody Allen per sfiorarle la pelle.

Il terzo vero uomo di Lyza, è Lyza stessa. Abbastanza grande per scoprire il suo corpo, abbastanza donna per capire come usarlo adeguatamente, percependolo come strumento.

Da quel momento, i cinque sensi diventeranno uno solo, puntando diritti alla meta. Come un bracco tedesco, si specializza nella caccia, nel riporto di piccoli e grandi volatili e nella funzione di animale da compagnia, amorevole con i bambini e instancabile nella guardia del territorio.

In fondo, essere trattata da cagna non l’è mai dispiaciuto…

Leggendo Pynchon e Tomas Mann inavvertitamente, perde la sua anima tra letti disfatti e maschi distratti.  Giunge alla conclusione massima, dopo numerose esperienze, che neanche con l’ipnosi si può costringere qualcuno a fare qualcosa contraria alla sua natura. Ergo, se un numero spropositato di uccelli piombavano nel suo talamo anche ad attività venatoria sospesa, forse, un richiamo ancestrale creava casi e situazioni o, forse, più semplicemente, andava bene così, senza porsi più troppe domande.

Le domande che non si rispondono da sé nel nascere non avranno mai risposta.

Lo disse Kafka. Uno figo che scoprì il carisma degli scarafaggi, prima che lo storico quartetto di Liverpool diventasse famoso.

A questo punto, ditemelo. Spiegatemelo. Se Lyza, Lyza non fosse, ma ugualmente mantenesse il suo talento nell’affascinarvi… cosa cambierebbe? Sono una cretina io o resta immutato il profumo di una rosa, anche senza quel nome?

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