Il Cibo degli Dèi

Per un sorcio che scappa, duemila ne vengono.

In ogni senso.

Lyza si sente particolarmente cattiva da ieri sera. Proprio cattiva. Colpa di una frase sciocca, di un volgare doppio senso. Per poi scoprire che anche lui pensava lo stesso. Casi. Destino. Voglia. Noia, più probabilmente.

La noia è uno dei motori principali che mi spinge a cacciare. Di giorno, si, ma specialmente di notte. Quando i sensi si accuiscono e le nari s’inebriano di feromoni.Love.is.in.the.air.

Quando ti prende per il bavero quella pazza idea. Di Lui che guarda, mentre la regali a terzi. Mentre *lafaicredere*, a terzi.

Meglio.

Magari in un luogo pubblico. In mezzo ad un sacco di gente che mastica, beve, impasta roba in bocca, digerisce parole sature e fumose. Eblaeblaebla. Mentre Lui è lì. Che ti guarda. E non ha ancora capito se vuole vederli,  crescere sotto la maglia, mentre parli con l’ altro.

Mentre ridi con l’altro. Mentre baci quell’altro. Mentre tocchi quell’altro. Mentre lo accarezzi, quell’altro.

Mentre, quell’altro, ti dice quanto sei troia. Senza neanche farti godere.

Perché a Lyza piace così. Perché è un gioco stupido come la roulette russa. Se non rischi di perderci qualcosa. Non vale.

La scelta dell’altro è meticolosa. Sistematica. L’altro è un povero coglione.

Il coglione più povero di tutti. Povero di spirito e di sesso. Povero di voglie. Beato l’invitato alla cena di Lyza. Perché suo è il Regno, e sua la Potenza. Le dimensioni non contano, il lignaggio non conta.

Etichetta  vorrebbe, e sano vivere pure,  ci si alzi dalla tavola con ancora un po’ di appetito.

Tutto questo, Lyza lo fa, per insegnare le buone maniere. A Lui. Che guarda da sempre, senza mangiare neanche un boccone.

Forse non gliel’ hanno  mai detto: se qualcuno è tuo ospite devoto, aprendoti porte e portoni, sarebbe adeguata creanza, permettersi il lusso di sollevare la forchetta e, con la punta della lingua, accennare una degustazione furtiva e colpevole.

Forse, nessuno gliel’ha mai detto: se qualcuno ti ciba del nettare degli Dèi, dopo, diventi suo schiavo per sempre.

Crepa di fame. Stronzo.

dedicato ad F.

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6 commenti

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6 risposte a “Il Cibo degli Dèi

  1. Metafore ardite.

    Il rischio di perdere tutto, il potere del sesso che inebria.

    Scrivi bene.

    Jak

  2. Sei gentile. Ed hai afferrato il senso. Grazie. Non capita tutti i giorni e, i complimenti, fanno bene al cuore. Anche a quelle come me.

  3. da dove spunti fuori oh tu? leggo ammirata. Scrivi bene, si… ripasserò

  4. O_o’ Catepol in persona? Grazie per l’attenzione, anche se credo di essere un tantinello fuori target per te. Non volermene.

  5. non si finisce mai di imparare sai…per cui se non ti spiace…ogni tanto ripasso :-) (perchè in persona? cos’ho di speciale?)

  6. I Profeti annunciarono il tuo arrivo pochi giorni addietro. Per il resto, visto che le case chiuse son state abolite, non mi resta che accoglierti in questa casa aperta. Che bordello lo è uguale, ma senza donnine a buon prezzo. Benvenuta, Catepol.

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