L’amore per la notte

Dopo un primo entusiasmo infantile, tipico delle bambine capricciose, questa storia dello scrivere pezzi.di.me sui muri della rete, comincia a non piacermi più tanto.

In primo luogo, adesso sono tutti convinti che io debba imbrattare pareti di cose erotiche. Vuol dire, automaticamente, che se digitassi  gentili.fiori.di.campo.tra.le.dita, invece che tronchi.di.legno.su.per.il.culo, forse, per voialtri non sarebbe la stessa cosa. Eppure, per molti, non c’è nulla di più erotico che una donna semi-nuda fra petali di rosa, piuttosto che con un vibratore per orifizio.

E’ strano.

Come  strano è incontrare gli sguardi distratti, che pur prima erano scioglievoli di libido, di chi ha azzardato ipotesi, cercato di strapparmi la maschera, indugiando morbosamente sulla mia vera identità. Due o tre persone, che passeggiano in un corridoio di diecimetripertrentacentimetri, facendo finta di esser soli e sovrapensiero. Contano i semi delle carte che hanno in  mano, ciancicano ciugomme tra i denti meccanicamente, acchiappano mosche per poi schiacciarle al suolo, sotto i piedi.

Ognuno sceglie i passatempo che si merita. Questo, ho sempre pensato.

Ad ogni beffardo sorriso, ad ogni passo verso la mia porta, ad ogni volgare rintocco, sentivo le forze venirmi meno. Un battesimo pagano, circoscriveva l’anima di Lyza, possedendone anche la mortale fotografia, esorcizzandone la babele di lingue nello stomaco.

Click.

Si è spento il sesso, la fame, la voglia, la luce.

E’ sopraggiunta quella triste verità che ti lascia l’amaro in bocca, come quando ti rendi conto di non aver pagato la bolletta del servizio elettrico. L’interruttore è in down, e quel giochicchiare con i contatti, in su e in giù, di sicuro, congela la situazione in uno stallo irreversibile. Scivola l’acqua,  dal frigorifero. Ed i sogni marciscono senza pietà, diffondendo quel terribile odore di vecchio e stantìo per tutta casa.

“Ti sei innamorata”, mi ha sibilato un’amica “è l’unica cosa che giustificherebbe il tuo modo di sentire, adesso”.

“Si, della notte”, le ho risposto.

Riaprendo il Libro, in una pagina a caso, cominciai a leggere ad alta voce.

Non innamorarti della notte così follemente da non riuscire più a trovare la strada.

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8 commenti

Archiviato in Lyza Pensieri

8 risposte a “L’amore per la notte

  1. Basta che tu non smetta di scrivere, perché mi piace tanto leggerti. :-*

  2. ciancicano, ciancicato, ciancicare.
    Questo verbo è come la madeleine di Proust: mi scatena ricordi.

    • Mitì, ad un tuo desiderio non saprei negarmi e, questo, lo sai benissimo. Thuna, l’accostamento è dissacrante ma, di certo, lusinghiero. Chi ciancica è fastidioso, maleducato, rozzo e volgare. La scelta non è stata casuale. Si ciancica anche da giovanissimi, o da molto vecchi. In quel caso, penso, l’azione sia meccanica, e non volontaria. Spero. Almeno. Mi auguro.

  3. Vabbè che puoi sempre decidere tu (il bello di questo gioco è proprio li: detenere un controllo che sembra sfuggirci di mano, ma che in realtà possediamo sempre nella sua totalità) ma è proprio quando ti passa il capriccio che arriva il meglio. Opinione personale, certo, ma di fatto l’entusiasmo prima o poi si spegne (per definizione), e di solito resta un istinto automatico a esprimersi per come si è. E niente, non soffocare quell’istinto, tutto qua. ;-)

  4. Ecco. Quando fai finta di dire cose serie, ti trovo di un sexy spaventoso. E, quasi, mi vien voglia di farti cose che, in questo blog, non troverebbero un respiro adeguato nelle parole. Tu sei uno con cui si gioca bene. Molto. Chissà quando il gioco finisce, passando ai fatti, quanto interessante puoi diventare… non pongo limiti alla provvidenza.

  5. elena

    Si dicono quelle frasi, tipo: “non avrei saputo dirlo meglio”, ma io sono scivolata fuori non per noia o disamore ma perché non sono brava a stare dietro a tutta questa ansia febbrile, questa voglia cannibale di dire, fare, baciare, lettera e testamento.
    Io di me non ho niente da dire, da fare, figuriamoci baciare.
    Sono scivolata fuori perché a me piace il silenzio e il ticchettio della tastiera e i gemiti delle parole.

    • In effetti, hai detto una cosa verissima: “c’è ansia febbrile, voglia cannibale di dire, fare, baciare, lettera e testamento”.
      Personalmente lascio l’ansia per cose ben più terrene, meritevoli e palpabili, sul dire credo sia onorevole autolimitarsi (e pochi lo fanno), di fare però non ha più voglia nessuno (a giudicare dalla corposità di certi feed…), e a baciare son buoni tutti (a parole).
      Ecco, personalmente lascio (lettera di) testamento in fondo giusto giusto per una grattata doverosa: di certo il mio blog mi sopravviverà, fetente ammasso di bit.

  6. A baciare son buoni tutti. Hai ragione. E spesso senza un movente plausibile. E’ il movente a giustificare l’ansia febbrile, e sempre lui a spingerne le azioni più ardite. Ammesso e non concesso che, di gente ardita veramente, ce ne sia ancora, su questa Terra.

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