Senza paura

Ero in viaggio da sola, tanto tempo fa. Il bus faceva al massimo due fermate e, proprio ad una di queste, mi si schiarì l’universo leggendo una roba sulle piastrelle del cesso. Allautogrìll. Mentre una tristissima rustichella abbrustoliva i suoi scampoli di vita sulla piastra rovente.

Senza immaginazione la paura non esiste.

Che, detta così, letta così, scritta così, poteva parere l’ultima trovata radical.chic di un qualche tossicodimmerda per dire ai suoi amichetti “hey, qui ci si buca a buon prezzo“. Invece no.

Era, guarda caso, l’aforisma di uno scrittore.di.quelli.bravi, che guardatu, sulla vita avventurosa di un tossicodimmerda c’aveva pure fatto i soldi e la famositudine. E, sempre.lo.stesso.scrittore.di.quelli.bravi., venni a scoprire, l’aveva poi ammazzato, poi. Quel tossicodimmerda dalla vita avventurosa.

Puf.

Come se l’immaginario si potesse uccidere facendolo ruzzolare giù per una scarpata. Sarebbe bello, eh. Puf.

Infatti, poco tempo dopo, il tossicodimmerda resuscitò. Con le sue ossessioni, il violino tra le mani, quella saccente aria da vincente.del.cazzo. e l’inossidabile modicaquantità da consumare al posto di una sana scopata.

Per lo scrittore.di.quelli.bravi. non ci fu più molta storia da scrivere. Il tossico ormai gli scorreva sotto pelle, viscido come una sanguisuga gli succhiava vita e sentimenti, dirigendo come un maestro d’orchestra invasato il suo corpo, financo nella camminata, nella gestualità, nella mimica facciale. Nell’assenza di sentimenti.

Morì con il cuore soffocato da un doppio giro di filo spinato. Il 7 luglio del 1930.

A volte mi domando se non debba toccarmi la stessa fine. E prendo come monito quell’aforisma.

Cosa sarebbe di Lyza, senza la sua immaginazione? Cosa sarebbe, di me, senza la paura di fallire, di soccombere, di restare schiacciata nella follìa quotidiana di un pezzo d’anima perso in uno.nessuno.centomila letti e respiri e gocce.di.sudore?

Sarei già morta. Forse. E, forse. Già lo sono.

Da un pezzo.

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1 Commento

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Una risposta a “Senza paura

  1. L’immaginazione è la sola cosa che ci salva dalle nostre banali vite.

    Jak

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