Mio, solo.

Lei era ferma. Slanciata. Forse, sexy. Forse, bella.

Mi baciasti sul collo, cingendomi.

-E’ il nulla, non fissarla, non merita i tuoi occhi-

Ti piaceva così. Vedermi disarmata, nell’invidia e nella paura della competizione. E, di più, ancora, stringermi i polsi per farmi capire chi comandasse, mentre sognavo quel corpo, sul mio, per te.

-E’ il nulla. Non desiderare la sua essenza-

Il tuo appartamento si materializzo’ intorno, d’un tratto. Come la pochezza di Lei. Il manichino senza qualità, la sterile e arida terra di confine, una via senza uscita. Il nulla.

Affondasti il volto nella carne. La mia. Sgorgarono  desideri, e piacere. Mi dissi che tu, e solo tu, e sempre tu.

Perché me. Perché non Lei.

-Perché sei speciale-

Non ti ho mai creduto. Continuo a non crederci. Ma è bello, sperarci. Finché sarai mio.

Finché continuerai a volere le tue mani sui miei seni, la mia voce nel tuo letto, la tua forza  nel mio sesso.

E mio solo. E non Suo.

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7 commenti

Archiviato in Lyza Pensieri

7 risposte a “Mio, solo.

  1. credere che qualcosa di unico sia possibile.

  2. sperare, terribilmente, una piccola concessione all’autodistruzione come pure la manifestazione distinta di una disperata quanto umana umanità

  3. L’unico ed il proprio. Come fosse vero, quando vero non è, Francesco. Disperata umanità, William. L’hai detta giusta. Ché ti accorgi di essere vivo solo quando affondi il bisturi nella pelle, e sono lacrime rosse, quelle che vedi, dalla voragine.

  4. un quadrato dei quadrati visivi dello splitscreen emozionale di bret easton ellis che non “viene” mai a tutto schermo, vampiro emotivo delle regole dell’attrazione, sto tagliando le faccio male sente qualcosa? io? no.

  5. la metafora su BEE, andrebbe anche bene. Non necessito di regole, non indugio nel dolore.

  6. elena

    l’altra sera quel vestito nero, lo sapevo che ti avrei offesa, che ti avrei fatto dubitare, che ti avrei portato a un passo più vicino al tuo bisogno delle sue ridicole rassicurazioni. affogaci. ne sono fuori

  7. un vestito nero fa miracoli. E Lui è si, ridicolo. Quasi più di me. Prendo un respiro e lascio che i polmoni s’inzuppino d’acqua. Con questo caldo pare sia l’ideale.

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