Piastrelle

Sole. Afa. Sudore. E voglia di girare nudi per le strade.

Senza fermarsi troppo a mangiare con gli sguardi tutti quei corpi umidicci e scivolosi. Rincorrendo il desiderio della notte, con il miraggio di un mantello trapuntato di ghiaccio sulla pelle.

Distesa, a stretto contatto con il tuo respiro. E mi parlavi.

Di stupidi esibizionismi. Di minorenni in extra-shorts. Di maggiorenni strizzate in improponibili hot-pants. Di tutto quello sgambettare in una passerella mediatica, tipica dell’internet al tempo d’oggi. Immaginavo, allora, la tristezza di quelle case, di quelle stanze, di quelle #piastrelle . Di tutti gli esseri capaci di eccitarsi davanti ad un push-up mostrato con disinvoltura davanti alla webcam.

Come se, il sesso, fosse annusabile e sensibile al tatto.  Dietro uno schermo.

Ignoranza. Dissolvenza.

Quante scuse o hashtag ci vogliono per soffiare dietro il lobo di un uomo *amami*? Quanto è più indecoroso simulare erotismo virtuale, rispetto al  farsi scivolare lentamente sulle fantasie di marmo del proprio partner? Come è mai possibile trincerarsi in moralismi da due soldi, quando ti cerchi, solitaria, sogno dopo sogno, con il miraggio di uno sconosciuto senza volto e senza nome?

Non capivo. E volevo.

Non sapevo cosa ci fosse, mentre ti portavo dentro. Lontano dalla stupidità duepuntozero, dalla volgarità di quelle lapidi in fila come in un cimitero polacco. Morte. Tutte. Loro. Con tutti i seni. E glutei. E inguini. Intoccabili. Inarrivabili.

Insapore. Inodore. Incolore.

Ti aprivo la porta del mio mondo. La differenza. fn+backspace, per tutto il resto.

C’ero solo io. E la profondità dei miei bit, tra le labbra. Le tue.

Le nostre.

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8 commenti

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8 risposte a “Piastrelle

  1. Profondo e dal linguaggio sperimentale, mi ha colpito!
    .:.

  2. ritenevo di dover dire la mia. Ché di erotico, nel mostrarsi sui social network, penso non ci sia assolutamente nulla. Poi, certo. Lo sbavume generale non manca. Ma quanto è triste? Ma quanto è volgare?

  3. Corpi, umori, afrori, tristezza, allegria, solitudine, socievolezza, ricordi, sogni, progetti, desideri, illusioni e sogni infranti.

    E sapori e colori e odori e sensazioni tattili, duro e morbido, soffice e ruvido, liscio ed elastico. E suoni e musica e parole e pensieri ed emozioni e la vita e l’universo e tutto quanto in una notte d’estate.

  4. L’universo? Non saprei. Il mio mondo? Certamente. Sono megalomane, sì. Ma dal basso profilo.

  5. Pingback: al di là « Elena (quella di Londra)

  6. Ringrazio Elena, per aver colto nel segno l’intenzione. E’ bello scoprire di non esser soli. Su questa Terra.

  7. Pingback: Placida Signora » Blog Archive » Placide Segnalazio’

  8. Pingback: Dacci oggi la condivisione quotidiana – July 18th : Catepol 3.0

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