Cervello

Eravamo al telefono. Come sempre. Come mai.

Il tempo, i grafi della vita, le vie del Signore, i calessi per amori ci trascinarono di forza lontano.lontano, via da quel maelstrom di passione e voglie e carnali. Oasi di camere buie e muscoli in tensione.

Troppo. Lontano. Ne prendemmo atto e ragione, silenti.

Con le unghie e con i denti mi aggrappai alla tua voce, prima che al tuo corpo. E dove lo schioppo di frusta non animava più la voglia di leccarti fin dentro l’anima, mi scoprii grata di generose carezze. La tua mano passò ad un centimetro dal derma. Mi sembrò di morire quando scese la cera calda dalle dita, marchiandomi in maniera indelebile. Con le iniziali del tuo nome.

Una falce di luna. Nera. Nel cielo bianco senza stelle, tra i seni.

-mi manchi-

Scrissi con le labbra nell’aria, senza emettere un fiato.

La tua venere monca si sentiva impotente, stretta dai legacci dello spazio. I polsi immobili e segnati, le gambe inabili e qualche sogno tremante che risaliva dall’ombelico alla gola, levandomi l’aria. Una busta di plastica sulla testa a consumare ossigeno e paura come fossero caramelle per bambini avidi e affamati.

Non ero un corpo.di.donna.

Non ero un corpo. Punto. Solo elettricità nell’aria di quelle parole, un libro senza figure, un film muto. Passarono secoli. E attimi. E nanosecondi infiniti.

Un colpo di rivoltella.

-voglio il tuo cervello-

allora. Semplicemente. Allora. Mi accorsi della profonda e meschina perversione del dominatore. In te.

Inarcai la colonna. Piegai l’orgoglio a quel turgido volere.

Chiusi il ricevitore. Lasciandomi affogare in un lago di piacere e sofferenza.

Annunci

7 commenti

Archiviato in Lyza Sogni

7 risposte a “Cervello

  1. elena

    però adesso basta con sta.cosa.dei.punti. Adesso. Basta.
    -solo per dare un consiglio-
    Aspetta. Almeno un po’. Di più.
    Tra due post e due posti uguali come due lacrime roventi.
    Magari,fanne,uno,con,le,virgole.

  2. Sentire il peso della propria singolarità. Bene così.

  3. Grazie per il prezioso consiglio, Elena. Le virgole non mi sono mai state troppo simpatiche. Le trovo piccole, insignificanti. Apostrofi storpi e senza ali. I punti. Invece. Ah. I punti. I punti sono quell’affondare la penna sulla carta quando il pensiero si blocca. Un fermo immagine. La stop motion dell’idea. Ah. I punti. Ce ne fossero di più, nella mia vita. Allora li invento, li piazzo dove stanno più comodi. Però hai ragione. Ci starò più attenta.

    Francesco. Ho la fortuna di frequentare uomini bravi a far da bilancia. Che senza la giusta tara, quel peso neanche verrebbe notato.

  4. mi piace come scrivi. ma molto, come non mi capitava da un po’. ho pensato che magari ti faceva piacere se te lo dicevo (magari no: la gente è strana).

  5. non provo particolare attrazione per i complimenti. Però mi piacciono i tuoi punti. Parecchio. Tu mi sembri un uomo *a bene*, nell’insieme. Hai pensato giusto e, questo, non può farti che onore (la gente è strana, ed io più della gente. Capita, oh. Non ne faccio un dramma, diciamo).

  6. scopro i tuoi siti rimanendone affascinata. Un grazie non basta. Ri-vulgere oltre che di-vulgere. E i tuoi link mi sembrano un buon punto di partenza per rivoluzionare un web che ha voglia di nuovo. *inchino*

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...