Doppiofondo

Lancette. Respiro. Respiro. Lancette.

Dissolvenza.

Respiro. Profondo. Esterno giorno.

La piazza vuota, come una borsetta. Millemila corpi. Trasparenti. Quasi veline da confetti. Da passarci attraverso. E il tuo sapore in bocca. Con il caffé. Amaro. Così diverso, dagli altri. Così sicuro, della propria unicità.

Seduto. Nell’angolo. Tu. Il capriccio di un momento. La piazza vuota. Come la mia borsetta.

Sospiro. Profondo. Cuore che batte. Interno notte.

Letto vuoto, come una borsetta. La mia. Scivolata dal tavolo. Cascata di rossetti nuovi di zecca e specchietti già rotti. L’agenda. Un telefono cellulare. Il portaspiccioli. La pennabiro. Presi il suo posto senza troppi complimenti. Pelle sul piano in vetro temperato. Sottili equilibri. Freddo sulla schiena. Con il soffitto a guardare.

Un soprammobile senza prezzo. Appoggiata lì per sbaglio. Senza finezze o architetture studiate. Inarcata sui talloni. Plasticamente adorante. Afferrata per i seni. Inchiodata al tuo sesso. Di una lenta e moderna crucifixio.

Lancette. Respiro. Respiro. Lancette.

Dissolvenza.

Liszt. Consolazione. La terza. Dal secondo piano. Mani. Sul piano. Forte. La tua. La mia. La nostra immagine. Quasi fosse installazione da voyeurs, adagiati sul divano rosso fuoco della galleria, manipolatori. Critici, in fila. Strofinandosi, cercandosi le voglie sopite tra le gambe, intessendo lodi e strane congetture. Scopare. Fare l’amore. Forse. Godere. Chissà.

Il caffé, amaro, dalla tua bocca. Alla mia. Di baci edulcorati senza mellifluo romanticismo. Naturalmente istintivi. Bruciati nelle fiamme di un candelabro art-nouveau.

Liszt. Consolazione. La seconda. Dal secondo piano. A coprire frasi incoerenti e sogni espressi senza troppo candore, dopo aver attraversato i muri.

Lancette. Respiro. Respiro. Lancette. Un bicchiere di cognac. Il riflesso di una prestazione lenta e intensa nel cristallo. Immobile nella sua perfezione, l’immagine. Maestro.

Dissolvenza.

Respiro. Profondo. Esterno giorno. La piazza vuota, come una borsetta. Millemila corpi. Trasparenti. Quasi veline da confetti. Da passarci attraverso. E il tuo sapore in bocca. Così diverso, dagli altri. Così sicuro, della propria unicità.

Seduto. Nell’angolo. Capriccio del momento.  La piazza vuota.  Frugo nella borsa, vuota di rossetti nuovi di zecca e specchietti già rotti. L’agenda. Un telefono cellulare. Il portaspiccioli. La pennabiro.

E attese quasi fossero promesse.

Nel doppiofondo.

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15 commenti

Archiviato in Lyza Sogni

15 risposte a “Doppiofondo

  1. A volte sembri appartenere a te stessa, a volte sembri essere parte di te stessa. Ecco perchè c’è un doppiofondo.

  2. Tu, di borse e valigie, e donne (forse), sei un grande conoscitore. Il doppiofondo è una costante per tutti. La variabile resta il contenuto. Che comunque non ci appartiene e non ci apparterrà. Né oggi né mai.

  3. livefast

    tutto molto bello ma troppi punti. scrivere ad effetto con un sacco. di punti. è troppo facile. troppo.

  4. She’s got no style, She’s got no grace… She’s banal and facile… She’s a fat waste of space…

  5. elena

    brava, mi hai fatto bagnare le mutande.
    peccato che sei strategica. come. la. pubblicità. del. detersivo.
    O del diversivo, non ricordo.

  6. per la felicità di grandi e piccini, il prossimo post sarà totalmente privo di punteggiatura. Poi vediamo a chi piace *vincere facile*. Grazie, però. E’ bello sentirsi apprezzati.

  7. cradi

    non è che con la punteggiatura è facile e senza punteggiature è difficile
    la punteggiatura va nei posti giusti e amen

  8. Verissimo. Sacrosanto. Tipo io so a te dove starebbe bene. Una certa punteggiatura.

  9. Cradi

    dove e quale?
    Ammetto di averla tralasciata, ma dopotutto era solo un commento, non me la sento di essere così fiscale.

  10. solo un commento. Metoo. Che cosa romantica. Due commenti soli s’incontrano su un blog. E’ già amore.

  11. James

    Salve Elyza.
    Inizio con dirle che non la conosco personalmente, ma sono arrivato al suo blog mentre leggevo le nomination del MacchiaNera Adwards.

    Leggendo il suo blog, ho capito di trovarmi forse davanti al miglior blog comico di tutti i tempi, altro che erotico. Sia chiaro, non le nego che ha un’ottima padronanza della lingua italiana, ma penso che sia l’unica cosa positiva in questo blog.

    Io credevo che la Santacroce era l’unica a scrivere determinate cose solo per le mie risa, ma mi devo ricredere. Al suo confronto, la Santacroce è forse la miglior scrittrice di tutti i tempi.
    Non vedo niente di erotico in queste righe. Vedo solo un abile esercizio masturbatorio per dimostrare le sue capacità linguistiche, e la sua cultura. Le ripeto, neanche la peggior Santacroce potrebbe scrivere cose del genere. E vedo solo una forte voglia di scandalizzare, ma senza arrivare mai al punto. Sono parole vuote, senza significato, senza che siano riempite di quelle emozioni che lei vuole trasmettere.

    E no, non mi dica che io sia un bacchettone, visto che considero Orwell il mio Dio con 1984 come Bibbia personale, e sono cresciuto con scrittori come Welsh o Budowski, e ho avuto (e ho) una vita molto avventurosa.

    Non sono qua solo per criticarla, ma per fare una discussione che spero sia civile ed educata. Non per nulla ho usato del Lei, per educazione.

    Aspetto una sua risposta, per ora le lascio solo i miei saluti.

  12. Scrivendo su queste pagine, non ho mai pensato di poter arrivare chissà dove, James. Mai avrei immaginato di ritrovarmi con uno spropositato numero di accessi giornalieri e/o con la mail strabordante di richieste sel genere *scrivi più spesso. Mi mancano i tuoi post*.

    Contrariamente a tante blogstarlette *facili* alle lusinghe, posso confidarLe in tutta sincerità di aver già rifiutato ben due proposte di pubblicazione con prestigiose case editrici, in epoca non sospetta e antecedente ai MBA.

    Sa, James, penso che la letteratura (quella vera) meriti rispetto reverenziale e religioso distacco, soprattutto quando si appartiene al contesto dei dilettanti. E’ semplice gonfiarsi di tronfia contentezza davanti ai complimenti. Spacciarsi per scrittori quando si è solo umili scribacchini senza talento.

    La Rete pullula di questi animali da cortile. Gentucola con il cervello ristretto. Veline con il titolo di *scrittrice* stampato sui biglietti da visita.

    Di mio ci metto quello che sento di scrivere. Senza il pilota automatico di quelle *fabbriche da mostri* chiamate case editrici. Almeno sono libera. Anche di accettare le critiche, rendendole costruttive. Non ho ambizioni, non appaio fisicamente e (c’è chi può testimoniare), pure avessi vinto i Macchianera Blog Awards, non mi sarei presentata a ritirare premi e applausi.

    Queste *parole vuote senza significato* hanno un peso. Per me. Per chi sa decodificarle. Per chi viaggia sulla mia stessa linea d’onda.

    Leggermi non è obbligatorio. Candidarmi attraverso una scheda da compilare volontariamente non lo è stato per i miei lettori.

    E se Lei, James, trova divertente quel che scrivo, ben venga. Non entrerò nella hall of fame dell’erotismo letterario, ma saprò-almeno-di poter contare su un radioso futuro da palcoscenico come comico.

    P.S.: la padronanza della lingua italiana che Lei mi attribuisce è un grande merito. Con i tempi che corrono…

    Grazie per la sincera critica.

  13. James

    Cara Lyza,
    sinceramente non aspettavo una sua risposta. Credevo che, come tante inutili e schifose “blogstar”, avrebbe ignorato la mia critica, o mi avrebbe riservato una risposta acida del genere: “Io sono, tu no”.

    La sua risposta mi ha stupito e mi ha spinto a scriverle una replica, a cui spero ci sia altrettanta risposta.
    Lei ha capito il punto della mia critica. I blog e ormai anche Facebook pullulano di ragazzine e ragazzini, o anche di gente più adulta, che si definisce scrittrice o scrittore solo perchè, nel loro cervello, pensano che ogni pensiero nato dalla loro mente può essere considerato tale. Siamo nel 2010, ormai tutto è stato inventato, scritto, pensato, provato… Non esiste più l’originalità, ma belle o brutte copie. Lei non so come considerarla, la sua ottima padronanza della lingua è un punto a suo favore, ma non basta. A me personalmente fanno ridere, ma non nego che magari ad altre persone possono piacere o anche eccitare queste parole. Rispetto la loro opinione… Ecco cosa manca al tempo d’oggi, il rispetto, non crede? Ormai lo abbiamo perso come perdiamo un paio di calzini dopo aver fatto la lavatrice. Rispetto i suoi scritti, rispetto i commenti, ma non posso essere d’accordo.

    Ma posso dirle che con questa sua risposta ho avuto una piccola rivoluzione del mio pensiero. Diciamo che se prima la vedevo nera, ora la vedo grigia.
    Le ho lasciato la mia mail, nel campo della mail obbligatoria. Se vuole, può contattarmi e continuare questo discorso in privato, anche in altre sedi. Mi piacerebbe continuare ad aver un confronto con lei.

    Buona serata.

  14. Il rispetto, come cavallo di battaglia, mi sembra già un buon punto di partenza. Insieme all’educazione, aggiungerei. Particolarmente gradita nei Suoi commenti, James.
    Chi si pone anche solo di mezzo gradino sugli altri per ottenere un qualsiasi riconoscimento, meriterebbe la pena di morte. E qualcosa di più. Forse.
    La Rete è un luogo libero. In tutto il Mondo, c’è gente che-credendo nel concetto di demos kratos-ha versato sangue e veleno. Solo per questo mi pare logico pensare si possa chiudere un occhio quando un blog non ci convince nella sua totalità.
    Inoltre, il grigio è un colore che mi dona. E pure tanto.
    Ma non vivo per piacerLe. O per piacere a chiunque altro. Esisto per me stessa sola. Senza intravedere in quanto scrivo nulla di salvifico per l’Umanità. Motivo per cui, sì, proverò a migliorare. A crescere nella qualità espositiva. A coltivare con ferma costanza l’utilizzo di una lingua corretta. Perseguendo, però, l’unico scopo di imprimere pensieri e parole a mio gusto e piacimento.
    Non me ne voglia, per questo, La prego, James.

    Lieta di averLe strappato un rivoluzionario pensiero.

  15. James

    Guardi, posso dirle che ha guadagnato un nuovo lettore, non le posso garantire che i suoi nuovi post mi possano piacere, però sono curioso ora di vedere questa sua crescita. Però penso che in fondo anche il non piacere, la delusione, in fondo è sempre un sentimento che Lei ha provocato. Non la vedrei così negativa alla fine. Meglio provocare anche un sentimento negativo, che non provocarli affatto. Il deserto dei sentimenti è tra le cose più orride che esistano.

    Per il resto, Lei mi trova d’accordo. Si è creata una sorta di stima verso di Lei attraverso questi commenti, pensavo di ritrovarmi la classica donna che rispondeva piccata e magari affondava nelle classiche accuse del tipo “Fatti una vita!” o “Pensa a scopare!” che ormai hanno perso il loro peso, visto che sono usate da chiunque. La rete è ormai l’ultimo luogo libero che ci è rimasto, e proprio per questo, spesso, è usata in modo controproducente, confondendo libertà di pensiero con libertà d’insulto.

    Vede, purtroppo considero la lettura un arte Sacra, così come considero tale anche la musica, il cinema e la fotografia. Sono arti che per me oggi vengono anche violentate fin troppe volte da persone che non sono affatto dotate di talento. Per questo le ho lasciato quel commento, così come l’ho lasciato anche in altri blog. Non accetto che l’arte a volte venga letteralmente uccisa da ragazzine che ignorano completamente l’italiano (non è il suo caso, sia chiaro) e che si sentano libere di scrivere ciò che vogliono. Non lo accetto, io stesso scrivo, ma sapendo del livello infimo di ciò che scrivi, preferisco tenerlo per me.

    Quindi, alla fine, ho deciso di rimanere, e se vuole commenterò anche i suoi prossimi post, continuerò a leggere ciò che Lei condividerà nel suo blog. Per me è cosa gradita farlo, spero che lo sia anche per lei.

    Le rinnovo l’invito, casomai vuole, a contattarmi alla mail.

    Le auguro una buona giornata.

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