Acqua. Tiepida.

Ciao.

Sono la donna nascosta dentro Lyza. Una matrioska. Meglio.

Come se la mia vita dovessi stratificarla in mille capi di abbigliamento diversi. Come in quelle stagioni vittime dell’effetto serra.

Quando non sai mai quanto farà freddo. O se disidraterai dal caldo. E vestirsi d’umore diventa più difficile che scegliere l’outfit perfetto per l’uomo perfetto. Il colloquio perfetto. Il funerale perfetto. Robe così. Varie ed eventuali.

Merda. Ho detto outfit.

Al momento, questa donna-matrioska con l’anima plasticosa made in  Tupperware®, ha appena recluso Lyza in cantina. Salendo le scale. Tentonando con le mani in avanti.

Strizzando gli occhi e cercando di simulare una vista felina. Nella notte tempestosa. Sta voracemente deglutendo la chiave di quel luogo. Le scelte importanti varranno pure un piccolo sacrificio. Trachea e stomaco, ringraziano.

Sempre meglio che seppellirla viva, o nasconderla in una vergine di ferro. La mia Lyza.

Con un mashup nel cervello tra Fotoromanza della Nannini e Stairway To Heaven dei Led Zeppelin.

Inquietante colonna sonora, non trovate?

Sempre meglio del pianto soffocato della memoria o del gemito stretto dal futuro prossimo.

La donna nascosta dentro Lyza non parla. Non scrive. Non ha mai pensato di vincere un premio. Non ha creduto per mezzo istante di poter essere come la sua Lyza.

Un giorno.

Oggi, però, prende il coraggio di dirvela. Una stronzata. Sarà solo un’ inutile frase nell’inutile mondo fatto di inutili pixel e inutili scoperte:

L’ACQUA TIEPIDA NON ESISTE

Non esiste rapportandosi al Mondo. Non esiste facendo la doccia. O scegliendo l’abito della festa.

O facendo sesso.

Scopare non è fare l’amore. E viceversa.

Io vi ho avvertiti. Poi non lamentatevi.

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7 commenti

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7 risposte a “Acqua. Tiepida.

  1. william

    Per esistere esiste ma fa schifo, preferisco scottarmi la bocca con il ghiaccio.

    • William. Hai un blog meraviglioso. Ne sto mordendo vorace le perle di saggezza. Rompendomi i denti. Fa schifo. Hai ragione da vendere. L’acqua calda. Meglio pensare sia solo il frutto della nostra immaginazione.

      • william

        Bé grazie a mille. Grossman direbbe che tu sia per me il coltello io direi che io sia per te la dentiera. L’immagin’azione gioca brutti tiri, tiri mancini, anche io soffro di immaginazione e pixel a vampe

  2. lyza si rivela nel punto del titolo del post. e nell’abuso di italic. yawn

    • L’italic non ha ancora associazioni schierate a difenderlo contro gli abusi. Posso procedere tranquilla senza temere ritorsioni da parte dei fondamentalisti. I punti sono grani di una collana che le ho strappato facendola rotolare dalle scale. In una lotta furibonda. Pezzi di Lyza. Che rimbalzano impazziti. Un po’ dappertutto.

  3. Un giorno ti troverai a ripeterlo sottovoce, come se avessi potuto dimenticarlo. Quel nome, Lyza, ritornerà macchinalmente sulle tue labbra. Allora andrai a riaprire quella porta e ti sentirai stringere il cuore. Forse non verrà…
     Era così strano il modo come vi eravate amate. Non ti conosceva; non la conoscevi. Da un momento ad un altro, lei che non era nulla, era diventata tutto per te. Che donna è? E osservando le scale ti chiederai forse non verrà.. Forse la tratterrà qualcuno… E cercherai di dominare questo senso invincibile di sgomento.

    • Uomo con la Valigia. Tu sei speciale. E lo sai.
      Te l’avessi detta dopo aver fatto sesso, questa frase, in una delle tue stanze d’albergo, non avrebbe avuto senso. La scrivo qui perché s’impregni di valore e musicale assenso. C’è una forte componente lesbo, nel tuo commento. Che riscopro, talvolta, amandomi tristemente. Guidando le mani sotto l’ombelico. Cercandola, la mia Lyza. Che sì. Amo et odio come fosse l’amante perduta.

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